
Il Nome e la storia
Secondo la tradizione mitica evocata dal poeta Virgilio nell'Eneide, Palinuro era il timoniere della nave di Enea.
Durante il viaggio verso l'Italia il Dio del mare Nettuno concesse al popolo troiano una sicura navigazione solo a patto che uno di essi venisse sacrificato.
A pagare per la salvezza di tutti fu Palinuro. Da Enea sempre amato e stimato per la sua dedizione, la sua fedeltà, e la grande perizia marinaresca. Nettuno mandò Morfeo, il Dio del Sonno, il quale cercò di persuadere Palinuro a lasciargli il timone. Non riuscendo a convincere Palinuro, Morfeo lo addormentò bagnandolo con le acque del Leté, il fiume infernale.
Palinuro assopitosi, venne gettato dal Dio del Sonno in mare e, quando approdò estenuato sulla costa Lucana, fu ucciso dagli indigeni che lo scambiarono per un mostro marino.
Il suo cadavere rimase insepolto.
Sceso all'Averno, Enea incontrò l'ombra del suo timoniere che gli chiese rituale sepoltura.
Le stesse popolazioni indigene che lo avevano ucciso, costrette da prodigi divini, ricercarono e trovarono il cadavere, lo seppellirono ed eressero in suo onore un tempio sul promontorio poi chiamato Capo Palinuro.
DISLOCAMENTO PIENO CARICO: 1341
EQUIPAGGIO: 3 Ufficiali 25 Sottufficiali e 31 Marinai
durante le campagne addestrative 3 Ufficiali 1 Sottufficiale e 30 Marinai a questi si aggiungono gli Allievi con gli Ufficiali e Sottufficiali
istruttori/inquadratori.

La nave oggi
Il Palinuro attuale fu varato nel 1934 nei Cantieri Navali di Nantes in Francia, con il nome di "Commandant Louis Richard". Dalla sua origine e fino all’inizio del secondo conflitto mondiale la nave, di proprietà di una società privata francese, fu destinata al ricco commercio del trasporto e della pesca del merluzzo nei Banchi di Terranova.
Al termine del secondo conflitto mondiale la Marina Militare Italiana a seguito della perdita della nave scuola Cristoforo Colombo (nave gemella dell'Amerigo Vespucci), che dovette essere consegnato alla ex URSS quale risarcimento dei danni di guerra, si interrogò sulla necessità di continuare ad addestrare i propri equipaggi sulle grandi navi a vela.
Lo Stato Maggiore decise di mantenere l'esperienza di vita e marinaresca che da decenni si persevera sui velieri quale base dell'addestramento dei propri equipaggi.
Fu quindi nel 1950 che l'attuale Nave Palinuro fu acquistato dalla Marina Militare Italiana e fu sottoposto ad una serie di lavori nell'Arsenale della Spezia per trasformarlo in Nave Scuola.
Entrò in servizio il 16 luglio 1955 e da allora è stato impiegato per l'addestramento degli Allievi Sottufficiali delle Categorie Nocchieri, Nocchieri di Porto, Meccanici e Motoristi Navali, provenienti dalle Scuole Sottufficiali della Marina Militare Italiana prima di Venezia, poi di Porto Ferraio di La Maddalena e di Taranto.
Il Palinuro è una "Nave Goletta", è quindi armata con tre alberi più un albero di bompresso. L’albero di trinchetto è a vele quadre mentre quelli di maestra e mezzana sono a vele auriche ed il bompresso è armato con i fiocchi.
La superficie velica complessiva è di circa 1.000 mq. L'altezza degli alberi sul livello del mare è di 35 metri per il trinchetto, 34,5 metri per la maestra e di 30 metri per l’albero di mezzana.
Lo scafo, come gli alberi sono in acciaio chiodato ed è costituito da un unico ponte (di coperta) al di sotto del quale vi sono ubicati i locali di vita, le segreterie, le cale, l'officina, la cambusa, le celle frigorifere, la sala apparato motore principale e ausiliari e gli alloggi Ufficiali Subalterni.
Al di sopra del ponte di coperta ci sono le strutture del castello prodiero e il cassero poppiero sul quale, a poppa estrema, c'è la plancia comando. All'interno del cassero sono ubicati gli alloggi, i locali di vita degli Ufficiali e dei Sottufficiali più locali cucina e forno.
Il Palinuro ha effettuato le Campagne Addestrative toccando la maggior parte dei porti del Mediterraneo e del Nord Europa.
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Spes ultima dea Audaces Fortuna iuvat
Alea iacta est, Finis coronat opus Ora et labora Ex abrupto Fiat lux
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